Un PoNtE PeR …

maggio 22, 2006

CaSa D’aCCoGLieNZa PeR RaGaZZe MaDRi a CiNGoLi

Filed under: Blogroll,cingoli,laziabea@katamail.com,marcia,presepe,Uncategorized — laziabea @ 4:14 pm

                        PROGETTO : STRUTTURA RESIDENZIALE PER RAGAZZE MADRI

  Lucia             

     PREMESSA

Uno dei diritti fondamentali del bambino è quello di avere una famiglia, un luogo e delle persone che si occupano di lui, sa comprendere i suoi bisogni, permettendogli di crescere in modo sano ed equilibrato. Facendo un’analisi dei bisogni nella società ci siamo resi conto delle difficoltà che incontrano alcune donne che non sono in grado di dare ai propri figli le cure di cui necessitano nella loro vita perché vittime di: solitudine, violenza familiare, incapacità mentale o fisica,tossicodipendenza ecc…  .

Prenderemo in esame due target :·        la violenza ·        la tossicodipendenza 

La relazione sul Convegno “Violenza sulle donne tolleranza zero” c’indica chiaramente la gravità del fenomeno della violenza. Emerge innanzi tutto che le violenze sono nella maggior parte domestiche per cui il problema rimane sommerso; oggi però grazie anche all’aiuto di internet ed altri mezzi di comunicazione sono sempre di più le donne che cercano aiuto presso strutture apposite .Un altro fenomeno della violenza alle donne è quello della tratta e prostituzione. Afferma la dott.sa A.:”Negli ultimi anni l’Italia ha assistito alle tristi vicende delle numerose clandestine condotte nel nostro Paese con l’inganno, rapite o vendute per essere costrette a prostituirsi. La vastità del fenomeno si sta rilevando lentamente grazie anche ad un impegno rinnovato delle forze dell’ordine.

Dai risultati dell’indagine Istat sulla violenza alle donne, promossa dal Ministero delle Pari Opportunità, su di un campione di 50.000 persone  è emerso che il fenomeno nelle sue dimensioni e nella sua visibilità è ancora sommerso e che per l’80% dei casi si tratta di violenza sessuale domestica.

Queste indagini comunque andrebbero effettuate in modo più scientifico, valutando anche le percosse e i maltrattamenti. quindi:·        “violenza inattesa “ 80%·       

 Violenza a causa di estranei è pari al 15%·       

Violenza di strada   5%

La violenza sulle donne è un fenomeno diffuso e variegato, non sempre assume una forma fisica, spesso è esercitata in modo più astuto, non per questo meno avvilente e umiliante. E’ il caso della violenza psicologica o della violenza economica, che privano la donna delle risorse personali e dei mezzi economici indispensabili per sottrarsi alla prevaricazione e alla sopraffazione della propria persona .        

Un altro fenomeno è quello delle donne tossicodipendenti: Nella maggior parte dei Paesi europei si è registrato un aumento del numero delle donne consumatrici di sostanze, di cui molte risultano essere madri o donne incinte. Le donne tossicodipendenti risultano essere un gruppo molto eterogeneo, con bisogni diversi e specifici, molti dei quali non sono soddisfatti dai servizi esistenti.

Le donne tossicodipendenti risultano avere più problemi degli uomini tossicodipendenti, di ordine psicologico quali: ansia, depressione, disturbi alimentari, basso livello di autostima, negativa concezione di sé e sensi di colpa .E’ notevole la proporzione di donne tossicodipendenti che hanno vissuto episodi d’abuso psicologico-sessuale, sia di vecchia data che legata alla condizione attuale .

Le stime calcolate sulla popolazione europea tossicodipendente, evidenziano la maggioranza delle donne in confronto agli uomini, ma spesso queste trovano difficoltà d’accesso ai servizi. Esse, infatti, devono badare ai figli, perciò non possono seguire i programmi di un trattamento di tipo residenziale, oppure non si rivolgono ai servizi per paura che gli vengono tolti  i figli, potendo essere messe in discussione le loro capacità genitoriali, spesso anche i figli sono “neonati tossicodipendenti o lo diventano in seguito se vengono allattati, per cui tutte le sostanze passano attraverso il latte dalla madre al figlio.

Per il gruppo “Abele “, che ha svolto quest’analisi, alla fine propone un modello di riferimento che è quello delle case manegement, dove sia favorito il rapporto madre-bambino seguiti da personale competente .                    Perché realizzare una struttura residenziale?

La maggior parte delle famiglie monoparentali è composta da madri e figli e non da padri con figli a carico.Per poter affrontare questa situazione in maniera sufficientemente adeguata occorre  che la madre abbia un lavoro che le consenta di mantenere tutto il nucleo familiare, pagare un affitto e avere qualcuno a cui lasciare i figli ,che nella maggior parte sono piccoli e non sempre ci sono servizi ( es. asilo nido) che queste donne possono permettersi.

Dopo aver contattato varie responsabili di strutture residenziali è emerso che in Italia sono sempre di più le donne che si rivolgono a loro, anche tramite internet, cercando un appoggio momentaneo che le renda capaci di reinserirsi nel mondo del lavoro e ripensare all’autonomia.Riferendomi a questo tipo di problema ho chiesto di sviluppare un “progetto di ricerca e realizzare un lavoro rivolto alle strutture residenziali per ragazze madri con figli a carico”nel programma di”progetti formativi speciali”,all’Esercitatore B. Machella, tutor di tirocinio presso l’Università degli Studi di Macerata, Facoltà di Giurisprudenza, nel Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale.

L’interesse verso questa problematica  nasce perché, dopo aver lavorato alcuni anni per un’ associazione  che  si occupa di donne vittime di tratta e prostituzione, mi sono resa conto che le difficoltà per l’inserimento nel mondo del lavoro triplicavano quando esse avevano uno o più figli a carico.  

Entrando nel  problema è emersa una significativa costante: la tipologia “ragazza madre” appartiene ad un target che è strettamente legato ad altre problematiche e patologie quali: ·       

La tossicodipendenza ·        La violenza domestica·        La violenza fisica·        La tratta·        La depressione·        Problema psichiatrico ·        La povertà ecc…            

 Nasce qui il progetto per il centro d’accoglienza a Cingoli, struttura rivolta alle ragazze madri con figli a carico e gestanti (anche minorenni), sensibile a tutte quelle donne che si trovano da sole a gestire la loro vita e quella dei propri figli. Per le gestanti, il programma prevede che ci sia un accompagnamento sanitario al pre-parto e al parto stesso, per rendere consapevole le utenti del sostegno umano e professionale che viene loro offerto da: ·       

2 assistenti sociali·       

1 psicologo/a

Ubicata in una zona collinare con spazi appositi per il soggiorno temporaneo, la struttura, vicina alla città per facilitare un probabile inserimento nel mondo lavorativo, si propone come obiettivo primario l’autonomia dell’individuo, nella consapevolezza che nella vita di tutti subentrano momenti di difficoltà, ma la vera forza sta nel riconoscerli e affrontarli per poi superarli.                          

  PROGETTARE IL DOMANI 

“l’uomo moderno non è volto al passato, ma progetta il futuro con lo sguardo rivolto al domani e nello zaino l’esperienza vissuta” un famoso antropologo esordiva con questa frase parlando dell’uomo di oggi; mi è sembrata idonea parlando di donne  che nonostante le difficoltà sentono di farcela; il centro d’accoglienza si ripropone proprio di essere di supporto con  un progetto concreto per valorizzare e promuovere le capacità insite in ogni persona.

Oggi, il lavoro e la casa risultano essere i problemi più difficili da affrontare specialmente, se parliamo di donne con figli a carico, e per molte di loro l’unica proposta di lavoro accettabile sembra essere quella di “ badante o colf” e per quanto riguarda la casa, gli affitti sono abbastanza alti senza considerare la caparra di tre mesi, che il proprietario dell’appartamento richiede come garanzia al momento del contratto.L’essere realisti non ci deve demoralizzare, infatti, con un attento lavoro di rete ci rendiamo anche conto che ad es: nel maceratese ci sono svariate aziende, la piccola e media impresa nel settore calzaturiero, della maglieria, falegnameria e artigianato in genere, bene o male, ci danno una garanzia, anche se minima, che il lavoro non manca mai del tutto.

Abbiamo parlato di laboratori con attività d’assemblaggio, decorazione su vetro, legno, tela e pareti guidate da un “maestro d’arte”inserito/a in struttura. Si tratta di un lavoro organizzato all’interno della struttura con orario giornaliero di part-time idoneo per donne con figli, e di auto-aiuto affinché le donne che arrivano alla fase della semiautonomia e in altre parole, che si ritengono quasi pronte per un lavoro esterno alla struttura, in questo periodo saranno supportate dall’operatore nella mattina e nel pomeriggio le altre utenti saranno le baby sitter dei figli delle donne che lavorano a tempo pieno.

Tale lavoro servirà alle ospiti a non sentirsi inutili e diverse, ma con dei ritmi adatti alla situazione esse con il loro lavoro si renderanno autonome anche economicamente. La gestione della loro vita, dei loro figli,ed economica resta sempre l’obiettivo primario nella fase di accoglienza ed è il trampolino di lancio verso l’autonomia .           

 LA STRUTTURA La richiesta di questo tipo di servizio è un’emergenza anche della nostra realtà, poiché lo stesso regolamento regionale, che disciplina in materia di autorizzazione delle strutture e dei servizi sociali, si esprime come segue: 

L.R. 20/2002 – art. 3, c.2 Comunità alloggio per gestanti e madri con figli a carico

 DEFINIZIONE: La comunità alloggio per gestanti e madri con figli a carico è un servizio residenziale a carattere temporaneo, consistente in un nucleo di convivenza di tipo familiare per donne sole nell’attesa di un figlio o con figli minori, prive di validi riferimenti familiari, o per le quali si reputi opportuno l’allontanamento dal nucleo familiare, e per donne detenute ammesse alla misura della detenzione domiciliare o della detenzione domiciliare speciale previste dall’Ordinamento Penitenziario, che necessitano di sostegno nel percorso di autonomia e di inserimento sociale. 

REQUISITI FUNZIONALILa comunità alloggio offre alla donna ed ai suoi figli ospitalità ed assistenza creando le condizioni per una vita comunitaria parzialmente autogestita, stimolando atteggiamenti solidaristici e d’auto-aiuto[1], con il supporto di servizi d’assistenza educativa e di carattere domestico. 

CAPACITA’ RICETTIVA

La Comunità Alloggio, compatibilmente con gli spazi ed i servizi disponibili, Accoglie di norma fino a 5 donne con i propri figli. 

TIPOLOGIA DELL’UTENZAI destinatari del servizio sono donne sole in attesa di un figlio o con figli minori.La valutazione delle condizioni d’accoglienza ed il programma di permanenza nella struttura è effettuato dai servizi sociali in collaborazione con i servizi sanitari competenti.L’accoglienza nella Comunità è concordata con il Responsabile della struttura. 

REQUISITI MINIMI STRUTTURALIL’edificio/appartamento è a norma con i requisiti minimi strutturali e quindi è presente l’ascensore per i tre piani dell’edificio e 2 bagni per diversamente abili, è presente uno spazio/locale cucina, una zona pranzo, un locale soggiorno; sono presenti camere singole o a più posti, con superfici non inferiori ai parametri della civile abitazione, funzionali alla tipologia e alle esigenze dei soggetti accolti. Sono presenti servizi igienici, almeno 1 ogni 4 persone. Gli arredi sono idonei alla tipologia degli ospiti e conformi ai requisiti previsti dalla normativa vigente.                                

L’ORGANIZZAZIONE REQUISITI MINIMI ORGANIZZATIVI

L’ente titolare della Comunità Alloggio ha adottato la Carta dei servizi con esplicito riferimento a:·       

 Finalità e caratteristiche del servizio ·       

modalità di accesso e di dimissione degli ospiti·       

Organizzazione di regole e di vita comunitaria.·       

 quota di compartecipazione alle spese di gestione a carico di ciascun ospite ·       

modalità di collegamento e coordinamento alla rete dei servizi territoriali·       

 modalità di tenuta del registro delle presenze  

L’ente titolare della Comunità ha individuato/nominato un Responsabile della struttura.

 La Comunità Alloggio, in relazione alle problematiche e hai bisogni degli ospiti, assicura la presenza programmata di operatori con funzioni educative e di supporto nella gestione della casa . Il responsabile della struttura, i servizi sociali e i servizi sanitari competenti definiscono congiuntamente il programma individuale per il progressivo raggiungimento degli obiettivi dell’autonomia ed i percorsi integrati di reinserimento sociale e lavorativo, realizzati promuovendo il coinvolgimento del terzo settore. Il programma individuale contiene l’indicazione di massima della durata della permanenza presso la Comunità Alloggio.                  

PROFESSIONALITA’ E REQUISITI DI ACCESSO

Il responsabile della struttura ha la funzione di coordinatore, deve  possedere  laurea o diploma ed ha 1 anno per l’adeguamento:·       

 Laurea di primo livello ·       

Laurea in discipline sociali o umanistiche del vecchi ordinamento professionale ·       

Diploma di Assistente Sociale,ed almeno tre anni di esperienza nei servizi socio-sanitari ·      

  Diploma universitario di Educatore professionale o equipollente ed almeno tre anni di esperienza nei servizi socio-sanitariInoltre per il personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento deve essere in possesso di:·       

Diploma di scuola media superiore ed almeno cinque anni di esperienza specifica nel settore. Per la funzione di  educatore si necessita di:·       

 Laurea di primo livello·       

Diploma universitario o equipollente.·       

Laurea in discipline sociali o umanistiche (della formazione e dell’educazione, psicologia, scienze sociali) del vecchio ordinamento universitario·        Qualifica professionale conseguita dopo corsi post-diploma, riconosciuti dallo Stato o dalle Regioni. Mentre per il personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento si necessita:·        Diploma di scuola media superiore ed almeno tre anni di esperienza specifica nel settore.               

CHI SIAMO?                     

 Il centro di Accoglienza gode di uno splendido panorama sulla vallata marchigiana, accoglie gestanti e donne con figli a carico. L’obiettivo è quello di ripristinare il focolare domestico attraverso le varie attività. Ogni utente, madre o figlio/a che sia, svolge il proprio ruolo. Questo periodo di passaggio è supportato da operatori e operatori professionali. Tra le tante attività viene data molta importanza al lavoro manuale e creativo con attività di “laboratorio”:·       

Decorazione su vetro, ceramica, legno e carta.·       

 Pittura su tela ·        Iconografia ·       

Assemblaggio Cerchiamo di dare un giusto peso alle ore della giornata: oltre alle turnazioni delle normali “faccende domestiche”come in qualsiasi altra famiglia, c’è da gestire la Baby Room, cioè un ambiente attrezzato per le attività ludiche dei bambini.Una preoccupazione anche per i bambini più grandi è la scuola: abbiamo pensato all’inserimento scolastico immediato affinché non ci siano svantaggiati, anzi questo sia un periodo fecondo per tutti.

S’immagina un ambiente sereno dove gli operatori supportano e stimolano le madri ad occuparsi dei propri figli e delle altre nel caso in cui ci siano le possibilità di un inserimento lavorativo di un’altra ospite (cfr. nota 1).

All’interno della struttura la baby room funge anche da asilo nido: infatti nelle ore del mattino, qualora si verificasse l’ipotesi di impiego di una delle ospiti, ci sarà un’operatore che se ne occuperà.

Gli ospiti del centro, oltre ad essere seguiti dal punto di vista medico-legale, vengono anche supportati con un progetto di recupero psicologico e comportamentale. Nel contesto sociale interno,  viene data la possibilità di esprimere i propri sentimenti e preoccupazioni, cercando sempre di dare un giusto spazio al dialogo tra le ospiti affinché ci sia  un mutuo aiuto e sostegno.

L’obiettivo di creare rapporti sani di amicizia non risulta essere un’utopia quanto una necessità.            

 RUOLO DELL’ASSISTENTE SOCIALE

Il compito dell’Assistente Sociale.Oggi si traccia una figura professionale ispirata al principio di globalità che consente di non perdere mai il punto di vista dell’intero problema tenendo fermo il senso dell’interezza della persona.

Capace di coordinare il lavoro di rete, di diverse figure professionali, osservando, diagnosticando, valutando problemi e risorse con capacità di relazionare, gestire, programmare, l’assistente sociale è soprattutto un promotore di benessere sociale e della persona umana, che si muove applicando le conoscenze scientifiche relative alle attività dell’uomo nella società. omo e della società.Questo preambolo scientifiche che riguardano le attività dell'professionali, osservando, diagnosticando,valQuesta premessa ci serve per capire qual è il compito di un professionista all’interno di una struttura di questo tipo.

Ora intendo però soffermarmi sulle problematiche della figura della gestante, minorenne o con figli a carico, italiana o extra-comunitaria, inserita nel centro d’accoglienza .L’utenza è segnalata con vari procedimenti:

1.       dall’Assistente Sociale del Comune  dell’ASL o del Consultorio familiare

2.       Dai Carabinieri o Polizia

3.       da Internet (richiesta diretta dell’utente, opzione sempre più frequente)

4.       Dai Sacerdoti

5.       Tramite rete amicale6.       Tramite rete familiareQuando la ragazza  vive un “problema” così delicato da gestire, si trova di fronte a svariate soluzioni quali:·       

L’interruzione della gravidanza·        L’affidamento.·       

L’adozione·        Inserimento in struttura d’accoglienza

 L’Assistente Sociale tenendo ben presente i principi dell’etica professionale è chiamato/a in causa cercando di individuare il disagio: valutare la condizione di “solitudine vissuta” dalla ragazza, il grado di accettazione della gravidanza, verificare la maturità della ragazza e del partner (se c’è), il ruolo dei genitori nella storia della figlia ecc…

In questo passaggio è importantissimo il colloquio, l’ascolto delle emozioni, sensazioni, problematiche, angosce, paure, cercando di instaurare l’empatia necessaria affinché, insieme, si approdi alla “soluzione” del problema. Dopo aver analizzato la situazione, si valuta in equipe, e si progetta un piano d’intervento, stipulando un “contratto” tra assistente sociale ed utente, che sia chiaro e rispettato da ambo le parti.Il ventaglio delle opportunità, prima citato, è vagliato dalle seguenti leggi: ·       

 Legge194 /22 maggio 1978 norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza·        Legge 4 maggio 1983 n 184 disciplina l’adozione e affidamento dei minori.·   LR 20/2002  

CONCLUSIONI 

 I risultati di questo lavoro di ricerca, supportato dalla tutor: Assistente Sociale Biancarosa Machella, consentono di delineare con sufficiente chiarezza il quadro generale di: strutture residenziali per ragazze madri con figli a carico  e gestanti, che si trovano a vivere la propria esperienza di maternità lontane dalla famiglia e luoghi  di origine.

 La speranza che mi attendo da questa ricerca è quella delineata nella carta dei servizi nello slogan:“Affinché la carta divenga un servizio” Dalla teoria, alla pratica per andare incontro a tante povertà ed essere veramente promotori del benessere sociale, non solo per solidarietà e carità, ma perché ogni uomo ha dei diritti, scritti nella Costituzione italiana quali: la libertà, l’educazione, il lavoro, la casa, la famiglia ecc….  alcuni, vittime delle sorti della vita,  consapevoli o meno non hanno le capacità momentanee per superare le difficoltà che si presentano loro, non per questo devono rimanere emarginati dalla società.

L’assistente sociale in tali situazioni può fungere da “stampella “e da “freccia”, alcune volte sostiene con interventi mirati ed altre volte indicano la strada che ognuno, nella libertà, deciderà di intraprendere senza mai sostituirsi nelle scelte dell’utenza in quanto “ogni uomo è artefice del proprio destino”.  

La struttura residenziale per ragazze madri viene in aiuto nelle necessità estreme, con dei luoghi che promuovono la qualità della vita, ma soprattutto è importantissimo che i figli siano frutto di cure e amore della madre, prima protagonista nella storia di ogni uomo.                   


[1] Per auto-aiuto si intende un rapporto di reciproco scambio tra le utenti secondo le seguenti condizioni: qualora una delle ospiti, superato il primo periodo di accoglienza (cfr. carta dei servizi), sia inserita in un progetto lavorativo giornaliero e necessiti pertanto di un supporto per eventuali figli a carico nelle ore di occupazione, le restanti utenti saranno impegnate nella cura dei suddetti con compenso elargito dalla madre interessata

50 commenti »

  1. […] ecco uno stralcio del progetto […]

    Pingback di PeNSo BLoG » CeNTRo D’aCCoGLieNZa PeR RaGaZZe MaDRi - CiNGoLi — giugno 23, 2006 @ 8:03 am | Rispondi

  2. sono il responsabile di un associazione onlus “per tutta la vita” e sarei felice di ricevere informazioni su questa casa per ragazze madri.

    Commento di roberto — giugno 30, 2006 @ 11:25 am | Rispondi

  3. Carissima Lucia ho trovato molto interessante il tuo progetto e volevo farti i complimenti.
    Colgo l’occasione per chiederti un piccolo aiuto; sono al secondo anno di Scienze dell’Educazione e sono a capo di un gruppo che vuole impostare un progetto sulle ragazze madri. L’entusiasmo è tanto, ma in pratica non sappiamo bene da dove partire…puoi darci qualche consiglio????
    Rispondi presto
    Elena

    Commento di Elena — novembre 22, 2006 @ 7:11 pm | Rispondi

  4. Sono una ragazza laureata in Scienze dell’educazione ed insieme ad altre ragazze abiamo formato un’associazione per la tutela delle donne. Vorrei farmi i complimenti per il vostro progetto e vorrei ricevere maggiori informazioni perchè sono molto interessata all’argomento. Facendovi i complimenti vi invidio un po’ oerchè il mio grande sogno sarebbe quello di fare una casa accoglienza per tossicodipendenti.Augurandovi buon lavoro vi invio un caloroso saluto. Bravi!!.

    Commento di Marta — febbraio 6, 2007 @ 5:35 pm | Rispondi

  5. Sono una ragazza laureata in Scienze dell’educazione ed insieme ad altre ragazze abiamo formato un’associazione per la tutela delle donne. Vorrei farvi i complimenti per il vostro progetto e vorrei ricevere maggiori informazioni perchè sono molto interessata all’argomento. Facendovi i complimenti vi invidio un po’ oerchè il mio grande sogno sarebbe quello di fare una casa accoglienza per tossicodipendenti.Augurandovi buon lavoro vi invio un caloroso saluto. Bravi!!.

    Commento di Marta — febbraio 6, 2007 @ 5:36 pm | Rispondi

  6. sono una ragazza madre e vi faccio i miei complimenti per il vostro progetto.Ci sono tante donne che hanno bisogno di aiuto e non tutti sono disposti a capire o a porgere una mano. Delle volte basta solo saper ascoltare e si fa più di quanto nn si immagini.

    Commento di angela — marzo 13, 2007 @ 5:27 pm | Rispondi

  7. è BELLO SAPERE CHE AL MONDO NN SI è
    SOLI

    Commento di angela — marzo 13, 2007 @ 5:29 pm | Rispondi

  8. vorrei sapere che ruolo ha l’educatore professionale nel consultorio familiare e quali sono gli sbocchi occupazionali che puo’ svolgere.grazie

    Commento di anna maria — marzo 23, 2007 @ 10:21 am | Rispondi

  9. abbiamo in progetto di aprire una struttura per accogliere le ragazze madri, ma non sappiamo bene come cominciare, puo’ gentilmente darci qualche consiglio?
    grazie e buon lavoro

    Commento di nunzia — giugno 18, 2007 @ 1:30 pm | Rispondi

  10. Sono un giovane di 37 anni responsabile dell’Ordine Francescano Secolare e vorrei mettere su una struttura che accolga ragazze madri e anche minori, non so come avviare il tutto mi potete aiutare?
    Il terreno per costruire già c’è vorrei solo sapere come procedere

    Commento di Ugo — giugno 30, 2007 @ 9:05 am | Rispondi

  11. ciao, ho lavorato per +di 10 anni nelle comunità mamma/bambino, il tuo progetto mi interessa, è possibile avere maggiori informazioni e sapere come va avanti????
    ciao e grazie
    simona

    Commento di simona — settembre 29, 2007 @ 1:11 pm | Rispondi

  12. Buondì, sono un operatore Caritas dell’osservatorio del Nord Italia e sto facendo una ricerca per la riqualificazione di alcune nostre strutture. In particolare una che accolga ragazze madri e anche minori: leggi quadro e norme da seguire, oltre quelle in materia di sicurezza dello stabile.
    Sento parlare di tot. metri a persona e di tot. metri per i minori.
    Sapete illuminarmi. Grazie!

    Pier

    Commento di Pierpaolo — settembre 30, 2007 @ 9:45 am | Rispondi

  13. Vorrei avere maggiori informazioni sulla vostra comunità-alloggio; ne stiamo avviando una a Senigallia e mi piacerebbe poterci confrontare.
    Grazie!
    Emanuela – coordinatrice Casa San Benedetto

    Commento di Emanuela — gennaio 3, 2008 @ 10:57 am | Rispondi

  14. Vorrei indirizzo recapito per potervi contattare. Se fosse possibile anche della struttura di san benedetto emaunela che sta avviando una casa a Senigallia

    Commento di loriana — gennaio 26, 2008 @ 2:17 pm | Rispondi

  15. ciao sto cercando una casa per una ragazze madri per una amica e la sua bimba. potrei avere il vosrto numero di telefono per favore
    grazie mirua

    Commento di miria — marzo 25, 2008 @ 1:47 pm | Rispondi

  16. ciao sto cercando una casa per mia sorella e anche una bambina

    Commento di barbara — aprile 11, 2008 @ 4:27 pm | Rispondi

  17. salve..sono una ragazza madre con un bambino di due mesi..potrei avere l email per contattarvi..ho bisogno di un sostegno..grazie..

    Commento di franci — luglio 17, 2008 @ 7:11 pm | Rispondi

  18. ciao sto chiedendo aiuto per una ragazza che ha una bimba e che sta avendo seri problemi con il compagno ora e scappata a casa di suo padre ma ha paura

    Commento di tiziana — agosto 7, 2008 @ 8:41 pm | Rispondi

  19. Claudia vorrei tanto corrispondere con te scrivimi, mi chiamo ester sono semplice come te, vorrei avvicinarmi alla tua fede poi te ne parlero’ quando ci parleremo perchè ho tanto da dirti. Aspetto Claudia koll.

    Commento di Ester — settembre 6, 2008 @ 8:47 pm | Rispondi

  20. Ciao, sono disperata, non ho più nessuno e sono incinta di tre mesi…chiedo aiuto a voi! Contattatemi per favore, lasciatemi un recapito telefonico..Grazie

    Commento di Vale — settembre 15, 2008 @ 11:56 am | Rispondi

  21. ciao una mia amica ragazza madre diciannovenne vive il disaggio dei maltrattamenti familiari vi sarei grato se potreste inviarmi un numero di telefono per farvi contattare direttamente da lei grazzie

    Commento di blays — settembre 16, 2008 @ 4:42 pm | Rispondi

  22. salve io ho saputo da un mese di essere rmasta incinta mio ragazzo mi ha lasciata e sono sola sensa un lavoro e una fissa dimora dove devo rivolgrmi a chiedere aiuto sono disperata.

    Commento di anay de las mercedes valdes alvarez — settembre 30, 2008 @ 1:57 pm | Rispondi

  23. Salve,ho mia sorella di 21 anni alla quale il tribunale ha tolto i suoi 3 bimbi 2 gemelli di 5 anni ed uno di quasi 2 che x il momento sono in una casa d’accoglienza a messina,non so cosa succedera’,ma voglio aiutarla a tutti i costi,io vivo in emilia lei in sicilia dove il lavoro non c’e’ ed e’ sola e disperata,mi potreste aiutare???vi prego!Lei sarebbe disposta a trasferirsi con i suoi bimbi in una casa come la vostra e magari trovare un lavoro in qualsiasi regione:ora sta cercando di riprendere i suoi bimbi con l’aiuto di un avvocato,ma di sicuro la sua condizione di vita deve cambiare,io purtroppo non posso ospitarla a lungo con tutti i bimbi dato che anch’io ne ho uno e non lavoro,lavora solo il mio compagno e sarebbe un po’ critica,voi potete aiutarci??? o da voi oppure se sapete di un posto simile in emilia o altrove???ASPETTO vostre notizie,scusatemi e grazie

    Commento di Hilde — ottobre 1, 2008 @ 8:22 pm | Rispondi

  24. abbiamo in progetto di aprire una struttura per accogliere le ragazze madri, ma non sappiamo bene come cominciare, puo’ gentilmente darci qualche consiglio?
    è possibile avere un vostro recapito telefonico?
    anticipatamente ringrazio.

    Commento di Angela — ottobre 3, 2008 @ 10:27 pm | Rispondi

  25. il papa di mia figlia è tossicodipendente attualmente in cura in comunità vorrei starle vicino con nostra figlia di appena due anni io non sono una ex tossica c’è qualcosa che può aiutarci?

    Commento di kamilla — ottobre 9, 2008 @ 8:21 pm | Rispondi

  26. sono la diretta interessata della vostra proposta di aiuto .Sono gravida in un situazione paricolarmente complicata … vorrei poter essere contattata da voi per poter usufruire di un vs aiuto attendo una vs risposta tramite mail o se potete darmi un recapito telefonico

    Commento di cris — novembre 12, 2008 @ 2:53 pm | Rispondi

  27. 2 - luxor

    Commento di Albina-xb — febbraio 13, 2009 @ 7:29 am | Rispondi

  28. ciao,è da tanti anni che sogno di avviare una casa d’accoglienza per ragazze madri ma un pò per mancato coraggio un pò perchè spesso quando cerco consigli le risposte sono molto vaghe non sono riuscita mai!!!
    avrei anche a disposizione gente qualificata che mi darebbe volentieri una mano se solo sapessi da dove cominciare!!!
    saresti cosi gentile da cercare di spiegarmi come cominciare e chi eventualmente contattare?
    grazie adriana

    Commento di adriana — marzo 16, 2009 @ 8:16 pm | Rispondi

  29. salve ho 32 due anni una bimba di 2 un compagno non compagno 20.000euro di debbiti,sensi di colpa per la morte inaspettata e prematura del mio papà,della situazione miserabile economica della mia mamma,vorrei scappare andare via prima cosa da lui,che mi lacera mi lacera……ormai mi sento una totale nullità che è stata capace di distruggere tutto in torno a se….vorrei solo morire per non rischiare di rovinare anche la vita della mia piccola,ma sono una vigliacca non ho il coraggio di farla finita.AIUTO!!!!!!!!

    Commento di lucia — aprile 26, 2009 @ 1:07 pm | Rispondi

    • ciao Lucia, mi chiamo Tiziana e sono anch’io una mamma..sono rimasta sola all’ottavo mese di gravidanza ma grazie a Dio sono sempre riuscita a cavarmela… ma credimi chi come noi ha vissuto la disperazione della solitudine e la paura di non poter garantire una vita felice al nostro bimbo,ti può capire,,per questo mi piacerebbe poterti aiutare..so che ci sono associazioni che possono fare molto per te,ma se sentissi il bisogno
      di chiedere aiuto ad una mamma come te.. non esitare a chiamarmi..346 6465445..

      Commento di tiziana — luglio 15, 2009 @ 3:24 pm | Rispondi

  30. Sono una ragazza madre di 27 anni, tre anni di permanenza in una casa famiglia, e adesso solo perchè non ho un reddito abbastanza alto e il comune di roma non vuole più pagare la retta mensile , mi toglieranno la figlia e la metteranno in una casa famiglia per minori e io dovrò andare via senza mia figlia. secondo voi è giusto? potete capire il dolore di una madre che si vede togliere sua figlia davanti agli occhi? c’è qualcuno che può aiutarmi? vi prego

    Commento di ISABELLA — maggio 21, 2009 @ 5:11 pm | Rispondi

  31. sono una ragazza di 22 anni aspetto un bimbo e volevo sapere come contattarvi perche ho bisogno di aiuto

    Commento di Concetta — giugno 23, 2009 @ 7:38 pm | Rispondi

  32. ciao sono il papà di una ragazza madre di appena 18 anni messa in una comunità contro il parere dei genitori sono circa 13 mesi che a noi non e permesso ne vederla ne poterla sentire per telefono il nome non lo dico vorrei che la fareste capire quanto la sua famiglia le vuole bene chi leggera questo messaggio se potete aiutarci ve ne sarà grato per tutta la vita

    Commento di Matteo — luglio 7, 2009 @ 2:35 pm | Rispondi

  33. ciao a tutti….mi chiamo Alessandra, ho quasi 22 anni e sn alla diciannovesima settimana di gravidanza…sto con il padre del bimbo/bimba da meno di un anno, eravamo già in crisi quando abbiamo deciso di avere un figlio ma non pensavo che le cose peggiorassero…sono arrivata alla conclusione che vivere per conto mio con il bambino/a sia la soluzione migliore sia per me che per il piccolo ma purtroppo sono in maternità e percepisco soltanto 500 euro al mese, stipendio che non mi permette di mantenermi e mantenere mio figlio…non voglio fargli mancare nulla, voglio renderlo il bambino più amato di questo mondo ma non ne ho le possibilità economiche…il mio compagno non è d’accordo e quindi non mi aiuterà con le spese…ora ditemi come posso fare per dare una vita normale a mio figlio???…non voglio andare a finire in tribunale perchè c’è passata mia mamma con mio padre quando io e mia sorella eravamo piccole…sò cosa significa e non darò questo tipo di vita a mio figlio!!!Se lui si rifiuta di aiutarmi almeno pagandomi l’affitto posso rivolgermi agli assistenti sociali senza dover avere il terrore che un giorno mi portino via tutta la mia vita?!…la mia famiglia non può aiutarmi nè economicamente nè dandomi un posto dove stare perchè in casa con loro c’è già mia sorella, a sua volta ragazza madre di uno splendido bambino…Ora penserete che sono stata una stupida ma non è così, ho voluto mio figlio e lo voglio tuttora…non voglio rischiare che suo padre o gli assistenti sociali me lo portino via nemmeno per un attimo…aiutatemi voi per favore dicendomi almeno da dove iniziare…

    Commento di Ale — giugno 20, 2010 @ 11:26 pm | Rispondi

  34. salve sono una ragazza di 22 anni sono incinta di 2 mesi e mezzo o girato tantissimi ospedali per vedere di interrompere la gravidanza,ma pultroppo o scoperto troppo tardi di essere incinta e non posso piu abortire avrei bisogno di un posto dove stare dopo la nascita di mio figlio perche per ora sono ospitata dalla famiglia del mio fidanzato ma non posso tenere mio figlio con me perche non c’e spazio,non posso nemmeno affittarmi una casa perche lui non lavora e nn riesce a trovarlo….le chiedo informazioni su come posso fare dove potrei andare con il mio figlio il tempo che il mio fidanzato trova un lavoro per sistemarci????non o nessuno che mi possa aiutare la mia famiglia e lontana aspetto risposte grazie

    Commento di deborah — luglio 9, 2010 @ 12:04 am | Rispondi

  35. mi chiamo barbara,ho 32 anni e abito in sardegna.Ho 2 bambini splendidi che amo cn tutta la mia vita,sn sposata da 7 anni e altrettanti anni subisco violenze da mio marito,anche se nn fisiche ma morali…oggi per la prima volta è arrivato a mettermi le mani addosso con due grossi spintoni,sn stanca di questa vita,alcune volte ho pensato di farla finita,ma guardando i miei bimbi mi manca il coraggio….vorrei tanto lasciarlo,ma nn so dove andare perche nn lavoro e nn ho nessuno che possa ospitare me e i miei bimbi…vi prego se qualcuno conosce una casa famiglia che puo ospitarmi anche se per poco me lo faccia sapere…vi ringrazio in anticipo…

    Commento di barbara salisci — agosto 17, 2010 @ 1:45 pm | Rispondi

  36. ciao sono una ragazza di 28anni,o un bellissimo bimbo di dieci mesi e da poco o scoperto di essere incinta di 6 settimane.o una situazione brutta…sono sposata con un giovane ragazzo di 26 anni del marocco,il nostro matrimonio nn va bene perche lui mi maltratta fisicamente e moralmente,o preso una decione di andarmene via di casa. a casa di mia mamma nn posso andare perchè piccola e a ancora a casa 2 miei fratlli,e poi o paura a stare da mia mamma perche mio marito verebbe tutti i giorni ha fare casino e pure davanti al bambino..lui mi a pure minacciato che se lo lascio mi porta via mio figlio in marocco!lui nn a neanche un lavoro sicuro,e a ottobre abbiamo pure lo sfratto nella casa dove vivo con lui.vi prego aiutatemi!!!sn disperata!!!contattatemi!ciao

    Commento di esposito alessandra — agosto 25, 2010 @ 12:51 am | Rispondi

  37. salve.sono una ragazza africana di 23 anni e sono in italia da 10 anni ma sono venuta con l,ingano una donna che ha promesso a imiei genitori di farmi studiare per avere un futuro migliore dopo che sono arrivata non mi ha mandata ascuola e mi ha detto che sono qui per fare la domestica a casa sua,mi ha maltratava mi facieva fare di tutto senza un soldo alla fine del mese.non avevo il numero di telefono di nessuno nel mio paese come cercavo qualcuno che potteva portarmi via da lei ho conosciuto un ragazzo di mio paese ci siamo messi insieme dopo 7 mesi di relazione sono rimasta incinta e ho detto a lui e lui ha detto che non è lui io non sapevo che questa donna conoscieva il papa di questo ragazzo lei ha detto al papa del ragazzo che sono una prostituta che non sò chi mi messo incinta,dopo il ragazzo mi ha abbandonato sono rimasta da sola e lei mi mandato via di casa non sapevo dove andare sono rimasta della mia amica fino al parto.dopo ho conociuto un,altro ragazzo che mi ha datto la mano con la bambina per 4 anni ma usa violenza negli miei confronti io non so cosa fare la mia vita è l,inferno da piccola fino ad oggi…questo ragazzo crede di essere un dio per me perche mi ha datto la mano non so cosa fare sono tutta sola con la bambina non riesco a trovare un lavoro part-time perche non c,è qualcuno che mi prendere la bimba ascuola ho bisogno del vostro aiuto sono da sola grazie di tutto contatatemi perfavore ancora grazie cia

    Commento di josiana — dicembre 19, 2010 @ 2:12 pm | Rispondi

  38. e bello sapere che cè ancora qualcuno che pensi a noi donne sole,quando poi si ha tre figli e uno in arrivo e drammatico per una donna non solo perchè nessuno da la possibilità di un lavoro stabile per lei e i suoi figli,quando una donna e incinta non può rivolgersi in nessun posto di lavoro perchè nessuno si accolla i problemi che potrebbero avvenire e per questo non dò torto,ma almeno che ci sia un aiuto per queste donne che non anno nulla e che non si possono permettere di portare avanti i propi figli come dio comanda,se e possibile vorrei sapere il posto o meglio il centro più vicino a me (salerno)dove posso rivolgermi per ulteriori informazioni nell attesa di una risposta do un imbocca al lupo a tutte le donne che si trovano nella mia stessa situazione……giusy

    Commento di belmonte giuseppina — marzo 26, 2011 @ 10:57 pm | Rispondi

  39. salve sono lucia ragazza madre di un magnifico figlio di 10 anni. sinceramente questo tipo di buonismo non serve a niente e a nessuno e soprattutto non risolve alcun problema. in questa nazione occorre cavarsela da soli o con il solito aiuto della famiglia chi ancora ce l’ha. sicuramente cosi’ non si cresce e non si diventa mai autonomi. i servizi sociali poi…. non aiutano ne’ i genitori ne’ i figli si limitano a dividerli in presenza di vari problemi. ciao da questa TERRA SENZA DIO E SENZA UOMINI.

    Commento di lucia — aprile 19, 2011 @ 1:23 pm | Rispondi

    • X LUCIA DA LUCIANA: BEH MI SPIACE PER TE CARA LUCIA MA DIO C’È,È SPIRITO ED È AMORE ..BASTA GUARDARSI ATTORNO PERCHÈ NESSUNO È MAI SOLO. CHI AIUTA IL PROSSIMO HA UN GRANDE DONO, LO USI SENZA ASPETTARSI NULLA IN CAMBIO, MA SOLO PER LA GIOIA DI DONARE IL PROPRIO AMORE A CHI AMORE E RISPETTO NON HA MAI AVUTO.SEI PESSIMISTA NON HAI LUCE IN TE E MI DISPIACE, VEDI UN MAGNIFICO FIGLIO DI DIECI ANNI,, SOLO IL TUO…..PENSA CHE TUTTI QUELLI CHE TI SONO ATTORNO SONO FRATELLI SORELLE , FIGLI E FIGLIE…..DOVRESTI FARE UN BUON PERCORSO SPIRITUALE DENTRO TE STESSA PER CAPIRE CHI SEI E PERCHÈ SEI QUI ..O TROPPO DIFFICILE PER TE CHE RAGIONI CON IL METRO DELL’EGOISMO E NON QUELLO ALTRUISTICO?? DARE È RICEVERE..E NON SOLO VERSO IL TUO DI FIGLIO…NON PENSO TU SIA SOLA E LUI NEMMENO….. QUESTA TERRA L’HANNO ROVINATA GLI UOMINI, MA DIO CE L’HA DONATA….E SE NON CI FOSSERO GLI UOMINI ..IL FIGLIO TUO DI CHI SAREBBE??

      Commento di Lussu Luciana — luglio 11, 2011 @ 8:09 pm | Rispondi

  40. salve sono una ragazza madre vivo da tre anni con i miei genitori vita impossibile il mio bimbo cia due anni e mezzo, nn sopporto piu i miei io con mio figlio sono di peso anche se lo amano molto il bimbo. Stanno in condizzioni economiche disperate io ricevo il sussidio di ragazza madre ogni tre mesi e nn riesco a trovare lavoro, nn ho piu una vita privata , nn posso uscire con i miei coetanei xche mia mamma cia un forte esaurimento mi fa scenate a tutte le ore nn vivo piu una vita normale si litiga sempre in casa, ed il bimbo assiste. vorrei poter parlare con qualcuno che mi possa ascoltare nn so con chi confidarmi . GRAZIE

    Commento di maria — luglio 25, 2011 @ 8:35 pm | Rispondi

  41. O BISOGNO DI ESTREMO AIUTO COME POSSO METTERVI IN CONTATTO CON VOI?

    Commento di CINZIA — agosto 25, 2011 @ 1:37 pm | Rispondi

  42. ciaoooooooooo ha tutti bravi

    Commento di elisa — settembre 7, 2011 @ 8:18 pm | Rispondi

  43. vorrei sapere come funziona tutto!!!

    Commento di sony — febbraio 5, 2012 @ 10:16 pm | Rispondi

  44. Ciao mi chiamo Dennis…..e sono una ragazza madre…ho 21anni e mio figlio 4…vivo con i miei ma non posso stare più con loro perché non andiamo d’accordo perché non ho un lavoro e in più mi rinfacciano sempre che sono una mantenuta….anche xk mi pagano la scuola per parrucchiere…e io avrei solo bisogno di una mano per un lavoro e se possibile x un alloggio a Genova….grazie spero una vostra risposta….

    Commento di Dennis — aprile 19, 2012 @ 10:07 am | Rispondi

  45. When you exercise, the more calories you blast off.
    Low carb dieting over 60 works for many people these days.
    For these children, dieting over 60 is definitely not the way to
    go, because like I said before you can trigger the survival mechanism making
    it impossible to lose weight at least once.

    Commento di astigmatic — giugno 2, 2013 @ 6:23 am | Rispondi

  46. Should a person restrict sugar, restrict fats, restrict
    carbs or just reduce calories dieting kidneys all together?
    Gout Prevention through DietWhy treat gout with your diet is the water.
    One of the most stressing things going on in my
    life, from how to feed my pets to how to work appliances, etc.
    Many books have been written on low carb Dieting Kidneys.
    Now you know the reason why you can eat what you want is absolutely necessary in your life that your future
    will look brighter and rosier, correct?

    Commento di localism — giugno 3, 2013 @ 12:52 pm | Rispondi

  47. Da Lucia a Luciana. Dopo tre anni ti rispondo. Meglio tardi che mai. Mi spiace che il tuo parlare sia limitato e accusatorio dal momento che non mi conosci soprattutto spiritualmente parlando o non sai che tipo di vita possa aver fatto. Cmq l’esistenza e’ una scuola e io sto andando ancora a lezione. Ciao Luciana cresci un po’.

    Commento di lucia — giugno 7, 2013 @ 12:54 am | Rispondi


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